Pinot, Chardonnay, Sauvignon, Moscati. Raffinati, delicati, indimenticabili. Tanti e tutti positivi gli aggettivi usati per raccontare i vini della Val Venosta, ma è soprattutto la leggerezza unità al ricco profumo che ha fatto di questa produzione una storia di successo. Uve vendemmiate a mano, lasciate asciugare sulla paglia, permettono la creazione di eccellenze in particolare per i bianchi dal colore giallo paglierino brillante con riflessi muschiati. Vini che virano sul sapore dolce, pastoso e persistente nel finale. Una storia non antica per questo territorio, dove l’Italia si tocca con la Svizzera e l’Austria, dove la produzione del vino è arrivata quando la conservazione dei territori agricoli più impervi, da problema è diventato occasione economica e di qualità. La qualità è una mania in queste zone, dove il vino è solo l’ultimo dei prodotti che vedono la costruzione di un successo, passo dopo passo, senza tralasciare nessun particolare. Un vino prodotto in questa zona è garanzia di gioia per il palato, un sentimento mite come miti sono i profumi di questi vini. Distretto biologico di primaria importanza in Europa, la Val Venosta in Alto Adige, è diventata un paradiso per gli amanti dei vini che debbono avere la caratteristica di non assomigliare per colore e sapore a nessun altro vino.

Questa riservata ed elegante unicità dei vini di questa valle ha fatto la sua fortuna. Italiana amministrativamente, assolutamente tirolese per storia, mitteleuropea per contaminazione austriaca e contadina per orgoglioso attaccamento alla propria agricoltura di qualità. Un tempo paradiso delle mele, ha visto negli ultimi 20 anni la sua produzione di vini, conquistare colpi di calici il mercato mondiale. Esposta a ovest, la Val Venosta, si distingue notevolmente dalle altre zone vitivinicole dell’Alto Adige e del nord Italia, che a maggioranza hanno un’esposizione nord-sud. L’esposizione è secondo la tradizione enologica italiana, il cuore, il tutto della costruzione di un vino. Dal 1995, quando anche la Val Venosta ottenne il riconoscimento dei suoi vini Pinot Bianco e nero e soprattutto il Müller-Thurgau sono diventati ambasciatori del gusto italiano. Il mix di clima ideale e di imprenditorialità tirolese ha fatto la fortuna di questi vini. La produzione, la certificazione, il controllo di tutta la filiera ed anche una cura assoluta del design fa di questi vini un prodotto di grande soddisfazione per chi lo acquista e non solo per il sapore.

Vini straordinari da luoghi straordinari

La Val Venosta è un’isola felice dal clima favorevole, che si trova nel bel mezzo di uno spettacolare paesaggio alpino. 300 giorni di sole all’anno con la sua porta liberty che è Merano, cittadina termale amata dalla Principessa Sissi, che da qui, si avventurava per questa valle a caccia di panorami e sapori, che definiva unici al mondo Su terreni poveri e sabbiosi di questa splendida valle, solcata dal treno panoramico, viene praticata una viticoltura dei climi freddi, che produce vini di grande finezza. L’antica e autoctona varietà bianca denominata Fraueler gode di uno status speciale di cui i produttori di vino, vanno fieri. Al Concorso nazionale Pinot nero d’Italia, è stato premiato uno della Val Venosta. Il Comitato organizzatore ha sottoposto al giudizio di una giuria internazionale di 19 membri fra enologi, giornalisti, tecnici e produttori, quasi 70 Pinot inviati da aziende sparse su tutto il territorio nazionale. Il primo premio è andato al Blauburgunder Doc dell’azienda Stachlburg, un Pinot nero, prodotto da vigneti della Val Venosta curati secondo metodi di coltivazione biologica e maturato per 12 mesi in botti di quercia francese e ungherese. Anche in questo caso, oltre alla qualità del vino, quello che risalta è il valore aggiunto che i produttori della provincia di Bolzano, aggiungono a qualsiasi loro produzione. Rigidi protocolli di coltivazione e realizzazione, controlli certificati, resistenza alle contaminazioni delle produzioni di massa, spasmodica attenzione ad un buon rapporto tra qualità e prezzo. Questo il back stage della storia di questi vini di successo, che vengono definiti dagli chef stellati e dal consumatore finale con solo due parole: eccellenti ed unici.

Come si presenta

Creatività, un pizzico di liberty, molta montagna, continuo richiamo alla naturalezza e alla madre lingua tirolese, forse anche una certa superbia nelle confezioni dei vini della Val Venosta. Una superbia che nasce dall’orgoglio di poter mostrare come un vino non ingombrante dal punto di visto del sapore, possa avere un grande successo. Il sapore viene incontro alle esigenze più cool e contemporanee degli amanti del vino ma etichette e confezioni non rinunciano a colori vivi, forza espressiva e orgoglio locale. Qui le località, le cantine, i produttori, sono ben ricordati su bottiglie e confezioni.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here