piatto di pappardelle al sugo di cinghiale

Un amore per la cucina così forte da lasciare il proprio lavoro e pescare dal mazzo da carte delle possibilità. Cecilia Dei qualche anno fa ha deciso così, di punto in bianco, di cambiare vita. “Prima facevo la contabile e lavoravo in un ufficio – racconta – ma mi mancava proprio lo stare ai fornelli, gli odori e i sapori della cucina a cui ero abituata fin da mia nonna. Così con mio marito Massimo abbiano deciso di provarci e abbiamo aperto questa osteria a Tavarnelle, dove posso dedicarmi ai piatti della nostra tradizione, recuperando quegli stessi aromi, sperimentando sì ma senza stravolgere. Amo in particolare le cotture lunghe, che danno modo di vedere gli ingredienti che si trasformano, diventando un qualcosa di unico”. Tradizione e genuinità: sono questi i punti di riferimento di Cecilia e Massimo all’interno della loro osteria; pietanze in cui la lavorazione prevale sulla decorazione, di sostanza, quale è tipico della Toscana.

piatto di pappardelle al sugo di cinghiale

Come le pappardelle al sugo di cinghiale, che Cecilia ci prepara spiegando come si tratti di uno dei suoi piatti preferiti, proprio perché richiede una lunga preparazione. Si comincia infatti molto prima, con la marinatura in aceto, vino rosso, limone e un mix di aromi tra cui alloro, ginepro e rosmarino. Poi viene la fase del lavaggio e quindi la cottura. “Niente olio all’inizio, ma solo quando comincia a imbrunire. E sopra ci metto un po’ di funghi secchi, seguendo una tradizione di famiglia”. Ma parte del segreto di questo piatto sta anche nelle pappardelle, fatte a mano utilizzando grani antichi, capaci di conferire un sapore molto più intenso e una diversa consistenza: “Si sposano meglio con il sugo e la pasta non perde il suo sapore”. Un bel piatto, con i pezzetti di cinghiale che fanno capolino tra le pappardelle. “Perché la carne non deve essere tutta tritata. Questo in fondo è un piatto unico e come tale va gustato”. Magari con un bel rosso del Chianti.

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