Le melanzane sono da sempre un alimento controverso, in quanto spesso cucinato in maniera pesante, se preparato in maniera leggera è un potente strumento depurativo e disintossicante per l’organismo. Grazie al suo alto contenuto di acqua e sostanze amare, stimola i processi di eliminazione dell’acido urico, favorendo i naturali processi di disintossicazione. Sono proprio le sostanze amare in sinergia con il tanto potassio, a stimolare la bile, abbassando il tasso di colesterolo cattivo nel sangue. Contengono anche elevate quantità di magnesio e zinco, che favoriscono la salute dell’apparato digerente in toto, in modo da contrastare le tossine accumulate, con un alimentazione ricca di grassi e zuccheri. L’azione disintossicante è potenziata anche dall’acido aspartico, che favorendo la diuresi, rende le melanzane una verdura particolarmente indicata, quando sono presenti gonfiori, ritenzione idrica, ipertensione. L’azione diuretica è bilanciata da un ricco corredo di vitamine del gruppo B, che danno energia all’organismo provato dal caldo estivo. Le melanzane contengono anche molte fibre, che vanno a contrastare l’assorbimento dei grassi introdotti con l’alimentazione. Un’azione dunque depurativa, completa ed efficace, utile in particolare durante la bella stagione.

L’azione stimolante e depurativa insieme è dovuta anche agli alti livelli di acido clorogenico, un potente antiossidante, oggetto di approfondite ricerche in cardiologia. Questa sostanza, favorendo l’assorbimento dei sali minerali, agisce come potente spazzino di trigliceridi, acido urico e colesterolo, tonificando contemporaneamente vene ed arterie. Un consumo di stagione e con cotture delicate come il vapore e la griglia, fanno delle melanzane un valido aiuto per chi ha problemi di intossicazione, affaticamento dovuto a cattiva alimentazione e vuole proteggere il cuore dall’invecchiamento. Per la ricchezza in boro e zinco sono particolarmente adatte a chi sottopone il cuore e la circolazione a grandi sforzi come gli sportivi.

La mela-insana

Secondo un’antica leggenda, il consumo delle melanzane portava alla pazzia, da cui l’origine del nome “mela-insana”. La leggenda si diffuse in tutta Europa grazie a Pierandrea Mattioli, famoso medico del XVI secolo, che nei suoi Commentari al Dioscoride le associò all’azione velenosa e stupefacente della mandragola. La leggenda arrivò sino in Inghilterra, tanto che John Tradescant, giardiniere della Corona Inglese, nel suo catalogo delle piante, scritto nel XVII secolo la definisce il frutto purpureo dell’insanità mentale. Lo stesso Linneo ne fu influenzato dato che il primo nome che gli aveva attribuito era Solarium insanum, prima di cambiare insanum in un più prudente melongena (che produce mele o pomi). Sino al XIX secolo le melanzane erano rotonde e di colore chiaro e rosso-violaceo. Solo dopo l’ibridazione tra diverse varietà, soprattutto nella Sicilia Orientale e in Toscana, si diffusero in tutta Italia e in Europa, le melanzane lunghe e di colore viola scuro.

La melanzana rossa di Rotonda DOP

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A Rotonda, comune montano in provincia di Potenza ai confini con la Calabria e facente parte del Parco del Pollino, cresce una melanzana particolare, dalle dimensioni di una mela e dalla forma di un pomodoro, la melanzana rossa di Rotonda. Grazie all’azione del locale presidio Slow Food è stata salvata dall’estinzione e da alcuni anni è protagonista dell’estate nei negozi di alimentazione naturale. La melanzana di Rotonda presenta un colore arancio con leggere sfumature verdognole, all’inizio della maturazione, e rossastre di maggiore intensità, a ciclo completato. La polpa molto carnosa, non annerisce nemmeno dopo parecchie ore dal taglio ed ha un profumo intenso e fruttato che ricorda il fico d’India. Al palato è leggermente piccante con un gradevole finale amarognolo e si consuma sott’olio e sott’aceto ma anche stufata appena colta. Sono consumate anche le tenere e gustose foglie che si differenziano nettamente da quelle della melanzana comune per forma e dimensioni.

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