La stitichezza è il principale disturbo che colpisce la popolazione occidentale. Per la stitichezza, che tende ad acuirsi durante la stagione fredda, l’indivia belga è considerato il rimedio migliore tra le tante verdure ricche di fibre. L’indivia belga acquisisce il primato di verdura contro la stipsi per la ricchezza in lignina, una fibra insolubile che oltre ad attirare acqua nel lume intestinale, si attiva già dallo stomaco, facilitando poi il transito intestinale. La ricchezza in potassio, aumenta la capacità di eliminare le tossine, favorendo un generale senso di depurazione. L’indivia è inoltre una eccellente fonte di vitamina B3, che aiuta la flora batterica ad agire al meglio, eliminando anche i gas intestinali che si formano subito dopo pranzo. La salute dell’intestino migliora, i nutrienti vengono assorbiti meglio e la stitichezza può essere contrastata, senza dover ricorrere a lassativi. Proprio a chi ha abuso di lassativi e soffre di infiammazioni del basso intestino con emorroidi, l’indivia belga arriva in soccorso, favorendo una regolare evacuazione e contribuendo alla risoluzione del problema.

Se gli italiani e gli europei, chiamano questa tipo di cicoria indivia belga, i belgi la chiamano oro bianco americano. Infatti l’esportazione verso gli Stati Uniti, è moltiplicata per dieci nel decennio 2000-2010, in quanto questa verdura è molto apprezzata, sia per la facile conservazione, sia per le intense campagne a favore del consumo di cibi ricchi di fibre. Sponsor d’eccezione dell’indivia belga è stata recentemente Michelle Obama, che ha dichiarato di consumarla quasi quotidianamente, consigliando ai cittadini americani di introdurla il più possibile. In Italia il consumo è ancora agli ultimi posti tra le varie insalata, anche se è sempre più apprezzata la varietà biologica che proviene quasi interamente dalla provincia di Parma, che si contraddistingue per il minore retrogusto amaro e per la piccola pezzatura.

Bréziers, giardiniere capo della Società Orticola di Bruxelles, provò a coltivare della cicoria nelle grotte in cui normalmente venivano allevati i funghi Champignons. Dai cespi di cicoria, legati e cresciuti al buio e sviluppatisi sotto la sabbia, si formò l’insalata dalle foglie chiare e dalla forma allungata che conosciamo come indivia belga. Trenta anni dopo l’esperimento di Bréziers, l’insalata belga cresceva ormai in modo naturale, ed allora si provo a farla conoscere tramite il più famoso mercato dell’epoca, le Halles di Parigi, dandole il nome che è arrivato sino ad oggi, indivia belga. Da subito ci fu la divisione tra chi la proponeva cruda (i belgi) come insalata e chi cotta (i francesi). Questa divisione gastronomica persiste ancora oggi: inglesi e scandinavi la consumano cruda, francesi e soprattutto tedeschi cotta. Cotta perde parte del suo sapore amarognolo e per le sue particolari fibre viene spesso associata alle preparazioni nel wok.

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