Con le ondate di caldo, la stanchezza si accentua, in particolare per quelle persone che sono sottoposte a stress fisico e psicologico. Un fresco energizzante estivo sono i cetrioli, che sono l’oggetto di importanti ricerche per alleviare i sintomi della sindrome da stanchezza cronica. Il cetriolo contiene infatti silicio, che è un elemento strutturale del tessuto connettivo. Grazie anche alla vitamina C contenuta, il silicio, migliora le performance muscolari e il tono generale dell’organismo. Pochissime calorie e tanto potassio: i cetrioli depurando l’organismo forniscono ulteriore nuova energia. Le particolari fibre dei cetrioli, garantiscono la corretta funzione intestinale aiutando il metabolismo a mantenere più basso ma regolare il tasso di glucosio. Il risultato è quello di evitare i cosiddetti cali di zucchero, la mancanza di energia che colpisce molte persone quando la temperatura si alza, insieme al tasso di umidità. I cetrioli contengono inoltre grandi quantità di acido tartarico, sostanza in grado di ostacolare la conversione dei carboidrati in grassi, in modo da evitare l’accumulo di tossine. I cetrioli sono dunque potenti depurativi che agiscono donando energia.

Il cetriolo a contrasto della sindrome metabolica

Quando l’alimentazione è troppo ricca di grassi, sia animali che vegetali, l’organismo reagisce con quella che viene chiamata sindrome metabolica. Sovrappeso, ipersensibilità agli zuccheri, eccessi di trigliceridi e colesterolo cattivo. I cetrioli sono una potente e veloce risposta a questo tipo di problematica grazie all’acido tartarico, di cui sono la migliore fonte vegetale a livello alimentare. Questo acido, grazie alla particolare composizione vegetale dei cetrioli viene rapidamente messo in attività dal metabolismo e agisce come un potente disintossicante. L’azione è mirata sui grassi, per cui il consumo di cetrioli è particolarmente indicata nel sovrappeso e quando si ha bisogno di normalizzare il proprio stato di salute. Contengono anche la prolina, un aminoacido vegetale che grazie alla sinergia con le vitamine del gruppo B, stimola il metabolismo delle sostanze grasse in eccesso, agendo sia a livello ematico che epatico. I cetrioli, inseriti anche quotidianamente come contorno o come antipasto, aiutano la perdita di peso durante le diete ed abbassano trigliceridi e colesterolo cattivo. Ricchi in acqua e contenenti piccole quantità di zolfo e di uno zucchero semplice, il destrosio, mantengono in equilibrio il livello glicemico, così da essere la verdura ideale per chi tende al diabete ed è in sovrappeso.

Da dove viene il cetriolo?

Il cetriolo, originario dell’India, in Egitto era uno degli ortaggi più graditi sulla tavola dei Faraoni. La Bibbia riporta che gli Ebrei, arrivati nella Terra Promessa, ne fecero il loro pasto preferito. Il cetriolo si conquistò presso Greci e Romani fama di stimolatore dell’intelligenza e grazie all’altissima percentuale di acqua contenuta, venne apprezzato come dissetante e rinfrescante. Lo scrittore Plinio ne parla nelle sue opere, ricordando che l’imperatore Tiberio era un grande consumatore di questo ortaggio, tanto da avere un suo personale orto di cetrioli sul lago Miseno. Tiberio per degustare tutto l’anno i cetrioli, andò addirittura contro i suoi principi di parsimonioso e rude guerriero, facendosi costruire delle costose serre montate su ruote, affinché le preziose piante potessero essere trasportate al sole di giorno e protette in luogo chiuso di notte. I cetrioli hanno avuto il loro spazio anche nell’arte italiana, grazie al pittore Vittore Crivelli del XV secolo, principale esponente della scuola squarcionesca, attivo nelle Marche. Nei sui fregi che arricchivano i dipinti di Madonne, al posto delle usuali mele cotogne e grappoli d’uva, appaiono cetrioli che a quei tempi erano considerati un ortaggio simbolo di sacrificio religioso. Famoso il dipinto Madonna adorante il Bambino, oggi conservato nella Chiesa di San Fortunato a Falerone vicino Fermo.

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