Luciano e Ricciardo Artusi

A proposito di poponi… anzi “UN SACCO DI POPONI”!!!

Baccio Bandinelli: il gruppo marmoreo di Ercole che abbatte il ladro Caco.

Il gruppo marmoreo di Ercole che abbatte Caco, sull’arengario di fronte al portone di Palazzo Vecchio in Piazza della Signoria, qui posto nella primavera del 1534, è opera di Baccio Bandinelli che lo terminò nel 1533. Rappresenta il generoso gigante, esaltazione della forza e del coraggio, che sottomette il ladrone Caco, figlio di Vulcano, il quale gli aveva sottratto i buoi trascinandoli per la coda nella sua caverna, in modo che lasciassero le loro orme al contrario, al fine di non essere scoperto. Pertanto Dante colloca all’Inferno Caco, nella bolgia dei ladri (Commedia, Inferno, C. XXV, vv. 25-33):

Lo mio maestro disse: “Questi è Caco, che,
sotto‘l sasso di monte Aventino, di sangue
fece spesse volte laco.
Non va co’ suoi fratei per un cammino, per
lo furto che frodolente fece del grande
armento ch’elli ebbe a vicino; onde cessâr
le sue opere biece sotto la mazza
d’Ercule, che forse glìene diè cento, e
non sentì le biece”.

Lo scultore fiorentino Bartolommeo Brandini più conosciuto con lo pseudonimo di Baccio Bandinelli

Veniamo ora ai poponi….
si racconta che il grande blocco di marmo impiegato per eseguire tale opera, mentre veniva trasportato per via fluviale a Firenze, cadesse accidentalmente in Arno. Quando poi i due giganteschi personaggi furono ultimati, i sagaci e pungenti fiorentini dissero che prevedendo l’ingloriosa fine che l’attendeva, il marmo aveva tentato d’affogarsi! Infatti, il monumento, dopo il caustico commento di Benvenuto Cellini che paragonò il corpo di Ercole ad “un saccaccio di poponi appoggiato a un muro” venne ingenerosamente definito dal popolino il “sacco di poponi” per le forme anatomiche molto prominenti delle fasce muscolari delle due figure. Fu anche appellato “il padrone e l’inquilino”, ravvisando nell’Ercole preponderante di possanza fisica il proprietario di casa, e in Caco il pigionale che non pagava l’affitto. Infine, attaccate al monumento non appena collocato, si lessero diverse satire, fra cui, come scrive Emilio Bacciotti nella sua opera Firenze Illustrata, una terzina nella quale Caco dice:

Ercole non mi dar, che i tuoi vitelli
ti renderò con tutto il tuo bestiame;
ma il bue l’ha avuto Baccio Bandinelli.

Baccio Bandinelli (pseudonimo di Bartolommeo Brandini), figlio di un famoso orafo fiorentino, nacque a Firenze il 17 Ottobre 1487, fu da gran parte degli artisti inviso perché in tutte le occasioni cercava sempre di eclissare i loro meriti: Benvenuto Cellini, ad esempio, fu suo irriducibile nemico sul piano personale e artistico. Sebbene generalmente lodato per la sua scultura, pur tuttavia, veniva sovente constatato che molte sue opere ben disegnate, sarebbero state ugualmente ben eseguite se “la brama di far molto, di far solo, e di arricchire, non avesse troppo affrettata la mano dell’autore”.

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